Lo so. La tentazione di improvvisarsi web master, web content editor e web designer è troppo grande, soprattutto quando permette di risparmiare un discreto gruzzoletto.
Del resto non serve una laurea in informatica per sottoscrivere un abbonamento su Aruba con WordPress integrato e mettersi a smanettare un po’ con pagine, articoli, plugin, ecc…
Ci sono, però, delle insidie ad agire in autonomia. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se proprio non riesco a farti cambiare idea, allora permettimi di darti qualche dritta per costruire e manutenere il tuo sito.
Un sito web è un po’ come un aeroporto. I passeggeri entrano, si guardano attorno per capire dove andare a fare il check-in e poi si dirigono verso il loro gate, magari facendo un salto al duty-free e sostando in sala di attesa. La cosa importante è che il percorso da seguire per arrivare dall’ingresso all’aereo giusto sia lampante.
Allo stesso modo, gli utenti che atterreranno sul tuo sito dovranno avere tutti i riferimenti per trovare le informazioni che cercano (o per compiere l’azione che tu vuoi che eseguano, come acquistare un biglietto, iscriversi a un evento, ecc…).
Ecco perché è fondamentale pensare bene a come strutturare il sito prima di crearlo. In particolare, presta attenzione:
Wow, sei online! Ben fatto, ma non è il momento di fare un pisolino. Adesso comincia il bello. Una volta che un sito è online non sempre raggiungi gli obiettivi che avevi sperato nei tempi previsti. Ecco qualche consiglio per restare a galla.
Hai pubblicato il sito, ma se lo cerchi su Google non compare? I motori di ricerca ci mettono diverso tempo a indicizzare i nuovi siti, possono volerci anche alcuni mesi prima che tutte le pagine siano visibili. Per velocizzare un po’ questo processo, puoi sottoporre la sitemap XML a Google Search Console.
Hai scritto tutte le informazioni che potevi sul sito, ma alcune persone ti contattano ugualmente dicendo che non trovano quelle che stanno cercando? È possibile che l’alberatura sia troppo intricata oppure che la disposizione dei contenuti in pagina non sia di facile lettura: evita i muri di testo e ricorda che “semplificare” non è sinonimo di “banalizzare”.
Il traffico sul sito resta basso, perché? Può dipendere da una cattiva gestione SEO. Quello che puoi fare è continuare ad aggiornare i testi, pubblicare nuove pagine, rivedere le keyword utilizzate, lavorare sui backlink… per continuare a dare a Google un motivo per ritenere il tuo sito meritevole di comparire tra le prime posizioni della SERP (Search Engine Result Page).
Nessuno clicca sul pulsante di Call to Action, perché? Qui non c’è una risposta unica. Se gli utenti non compiono l’azione auspicata (acquistare un biglietto, scaricare una brochure, contattarti…) potrebbe essere dovuto a una user experience difficoltosa. Hai già provato a disseminare il pulsante in più parti strategiche del sito?
Adesso hai qualche spunto per creare il tuo sito da zero, non sarà professionale, ma col tempo imparerai a migliorarlo. A presto!
