Ti ricordi di quando, da adolescente, ti portavano a teatro con la scuola? “Yeah, saltiamo storia e fisica!”. Dall’alto dei tuoi 16 anni era un momento epico. Poi arrivavi a teatro, quel posto buio, coi sedili in tessuto, dove bisognava stare fermi e zitti a guardare dei tizi su un palco che parlavano in modo strano. E dopo la terza ora di “Mercante di Venezia”, cominciavi a rimpiangere la lezione sul moto rettilineo uniforme. “Spero siate stati attenti! Per lunedì mi dovete portare una relazione sullo spettacolo. Guardate che metto il voto”. Nooooooooo.
Che quel “Mercante di Venezia” fosse stato diretto da un certo Luca Ronconi, di cui non avevi mai sentito parlare prima, non importava poi molto.
L’ignoranza genera esclusione. Prova a considerare gli effetti di questa considerazione sul tuo pubblico potenziale, ovvero su tutte quelle persone che potrebbero venire a vedere la tua performance, se solo non fossero spaventate dall’idea di trovarsi a passare una serata in un posto polveroso, noioso, dove parlano una lingua che non si parla più da secoli.
C’è un sipario fatto di ignoranza da aprire prima di passare a quello in tessuto.
Anche le opere più inflazionate (“Romeo e Giulietta”, “Cyrano de Bergerac”, “La bottega del caffé”…) possono risultare ostiche a chi non ne ha mai sentito parlare prima o che ha solo qualche ricordo dai tempi della scuola. Del resto… “nessuno nasce imparato”, come dice qualcuno.
Le scuole dovrebbero includere un po’ di educazione teatrale/musicale nei loro programmi. Verissimo, del resto siamo o no la patria di Verdi, Goldoni, Plauto e Rossini? Eppure, finché la situazione resterà uguale a quella attuale, possiamo restare a ripetercelo ancora e ancora e ancora oppure fare qualcosa.
Una strategia di Educational Marketing, per esempio, può essere la strada per iniziare a spalancare quel sipario polveroso e pesante fatto di ignoranza e bias percettivi accumulati per decenni. Il suo potere è quello di formare gli spettatori su un certo argomento, in modo che arrivino allo spettacolo sapendo cosa stanno per vedere.
Puoi intuire la sua potenza, se ben orchestrato. Ha un’unica pecca: al potenziale spettatore è richiesto uno sforzo di attenzione. Perché dovrebbe dedicare tempo a capire qualcosa che non sa ancora di amare?
Per ovviare a questo problema e per rendere efficace la tua campagna di Educational Marketing, hai bisogno di optare per una strategia integrata e di pensare con lungimiranza: dovrai pianificare una serie di attività di comunicazione che comprenderanno anche aspetti educativi e, eventualmente, pensare a un’attività formativa continuativa.
Per prima cosa pensa alle persone a cui vuoi rivolgere i tuoi sforzi di comunicazione (ovvero il tuo target). Chi sono? Che rapporto hanno con il tipo di arte che pratichi? Sono esperte, sono interessate? Di che cosa hanno bisogno per apprezzare al meglio la tua offerta?
Puoi pensare di avviare più campagne con contenuti diversificati per tipologia di target. Più specifici sono i tuoi contenuti e più facilmente cattureranno l’attenzione delle persone interessate.
Quando hai individuato il target, informati sui mezzi di comunicazione che frequenta maggiormente e sulle migliori modalità di comunicazione: quali sono i loro social media preferiti? C’è la possibilità di raggiungerli anche con attività in presenza?
Esiste un linguaggio specifico per ogni canale e per ogni tipo di target: resta fedele al tuo Tone of Voice, ma modula i contenuti in modo che possano essere facilmente accessibili a quelle particolari persone. Se stai parlando con degli adolescenti attraverso TikTok, non potrai usare le stesse modalità che adotterai per dei video su YouTube destinati a dei quarantenni.
Adesso puoi pensare ai contenuti da realizzare. Per cosa opterai? Ecco qualche spunto:
Ora hai un punto di partenza per cominciare a realizzare la tua strategia di marketing educativo. Sfrutta tutto il suo potenziale e mostra al tuo pubblico potenziale la strada per appassionarsi a quello che fai!
