Partiamo da questo presupposto: che tu gestisca una compagnia, un teatro, un festival culturale oppure un ensemble di strumenti a fiato… devi avere un sito che sia al passo coi tempi.
Si tratta di un investimento, è vero, ma è un “male” necessario. Ai giorni nostri non avere una vetrina online è un po’ come essere invisibili: le persone interessate cercano sul web le informazioni sui tuoi progetti, vogliono conoscere le date, i programmi e tutti quei dati che una volta venivano veicolati con mezzi non digitali.
Ecco perché è importante avere un sito! Una volta creato, però, il sito va anche aggiornato ed eventualmente modificato per mantenere un aspetto moderno, una buona esperienza d’utilizzo ed essere accessibile.
Di seguito trovi i punti principali a cui devi prestare attenzione per avere un sito impeccabile.
La struttura del sito (o alberatura) è l’ordine gerarchico da dare alle sezioni e alle singole pagine. La pagina principale è la homepage, ovvero la prima pagina di accesso, in cui si trovano gli agganci a tutte le altre parti del sito. A loro volta, le pagine secondarie possono rimandare a sotto-pagine dedicate.
Fare un grafico ad albero è il primo passo per definire o rivedere la struttura del tuo sito. Ti aiuta a semplificare l’alberatura e a trovare una logica intuitiva di navigazione. Prendiamo ad esempio le pagine immediatamente dipendenti dalla homepage: in genere vanno a formare la navbar, ovvero, la barra di menù presente nella parte alta di tutte le pagine del sito.
Per ogni pagina o sezione, poi, devi disegnare a grandi linee l’aspetto che dovranno avere, con tutte le loro aree e i collegamenti ad altre pagine o sezioni. Ad esempio, nella pagina “Spettacoli” potresti voler mostrare le date del Tour 2025, seguite dalla preview di “Trame e curiosità” e il pulsante che rimanda direttamente alla sezione “Prenota”. Insomma, devi fare quello che in gergo si chiama wireframe.
Non dimenticarti del footer! Si tratta di uno spazio che si trova in fondo a tutte le pagine in cui devi inserire le informazioni legali (l’eventuale nota legale, i dati della tua azienda/associazione, il link alla possibile dichiarazione di accessibilità, alla privacy policy, alla cookie policy e/o ai Termini e Condizioni) e tutta una serie di link a pagine strategiche (es. “Prenota”, “Lavora con noi”, ecc…).
Abbiamo accennato a una logica intuitiva di navigazione, ovvero alla User Experience o UX per comodità. Lavorare sulla struttura del sito è fondamentale per aiutare gli utenti a navigarlo senza difficoltà, ma lo UX Design è la disciplina che permette di fare la differenza tra un’esperienza di navigazione semplice e una efficace.
In questa disciplina ne ricadono molte altre: dal web design allo UX writing, passando dalle tecniche di design thinking. L’obiettivo, però, è uno solo: accompagnare l’utente durante la navigazione del tuo sito, portandolo a compiere le azioni desiderate, come prenotare i biglietti per uno spettacolo o leggere l’articolo in evidenza di un blog.
La prima cosa da verificare? Controlla che il tuo sito sia responsive: i tuoi utenti devono poter navigare senza problemi anche (e soprattutto) dal cellulare! Verifica che i caratteri siano abbastanza grandi e leggibili e realizza una versione del sito che tenga conto delle dimensioni dello schermo dei principali smartphone e iPhone in circolazione.
La Search Engine Optimization non è un optional se vuoi avere un po’ di visibilità online. Grazie alla SEO potrai scalare le posizioni sui motori di ricerca principali, così da essere tra i primi risultati di ricerca quando qualcuno cerca qualcosa online.
Perdona la genericità, facciamo un esempio concreto. Immagina di essere un utente che vuole andare a teatro. Abiti a Milano e non sai bene che spettacoli ci sono in giro. Vai su Google e cerchi: “teatro spettacoli Milano gennaio 2025”. Vedrai apparire i risultati che l’algoritmo di Google ritiene più attinenti al tuo intento di ricerca e verosimilmente vedrai una lista di pagine di teatri di Milano, compagnie che si esibiscono lì, ecc… i primi dell’elenco sono quelli che, senza sponsorizzazioni (ovvero senza aver creato annunci a pagamento), hanno fatto un’attività SEO migliore.
Vista la vastità dell’argomento, ti consiglio di leggere questo articolo per sapere di più sul funzionamento della SEO.
Davvero le persone leggono poco o niente online? Sfatiamo questo mito. L’universo dei contenuti digitali è immenso e non può essere affrontato con superficialità: esistono dei contenuti che vanno limitati per esigenze tecniche o commerciali o di leggibilità, ma ci sono altri contenuti che devono essere sviluppati fino in fondo.
In particolare, quando si tratta di siti web, queste sono le principali tipologie di contenuti da tenere in considerazione:
Non dimenticare, poi, di aggiornare con frequenza i contenuti del tuo sito per avere una migliore performance SEO.
Hai mai sentito parlare delle linee guida per l’accessibilità WCAG? E di quelle dell’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale)? Nel caso la risposta fosse no, ti consiglio di andare a dare un’occhiata. Da qualche anno l’AGID ha reso obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni e per alcune aziende private di grandi dimensioni di attenersi a queste linee guida e stilare un’autocertificazione annuale di accessibilità dei propri siti/app.
Per le piccole realtà private, per il momento, non c’è nessun obbligo ed essere accessibili è solo un atto di civiltà. Cosa significa avere un sito accessibile?
Siamo abituati a pensare al mondo digitale come uno spazio senza barriere, senza ostacoli, aperto a chiunque disponga di una connessione Internet. Errore: il web è pieno di barriere architettoniche. Pensa a chi non può ascoltare l’audio di un video e non ha a disposizione dei sottotitoli oppure a chi è cieco o ipovedente e deve affidarsi a un software per leggere un testo e passare di pagina in pagina. Come fanno le persone con una disabilità o con un impedimento temporaneo a navigare online?
Le linee guida sull’accessibilità hanno proprio lo scopo di aprire il web a tutti o, almeno, alla stragrande maggioranza dei possibili internauti. Si tratta di accorgimenti grafici e tecnici che possono dotare il tuo sito di quella flessibilità che si adatta alle diverse esigenze degli utenti.
In una realtà che tira la cinghia sul settore della cultura e delle arti performative è un quesito più che lecito. Ovviamente tutto ha un prezzo, ma esistono dei programmi con costi iniziali o abbonamenti che ti permettono di dilazionare le spese nel tempo e realizzare un sito casalingo, ma efficace.
In alternativa, puoi rivolgerti a una web agency o a degli specialisti del settore per un risultato più professionale. Realizzare o manutenere un sito richiede il coinvolgimento di diverse figure a seconda del suo grado di articolazione: dal programmatore back end al web content writer. Avvalerti dell’ausilio di un’agenzia specializzata, ti garantirà di beneficiare dell’esperienza di tutti questi professionisti. Costa, ma il risultato è assicurato.
Spero che questo articolo ti sia stato utile per fare un po’ di luce sulle dinamiche di un sito web. A presto!
Il crawler del motore di ricerca estrae il codice HTML delle pagine, alla ricerca soprattutto di link che gli permettano di capire in che posizione del sito si trovino e risalire, così, alla sua struttura. Il codice HTML permette al crawler anche di capire l’organizzazione della pagina: dove comincia e dove finisce un paragrafo, qual è il titolo, quali sono gli argomenti trattati, ecc…
Non solo. Tramite il codice HTML, il crawler individua anche potenziali anomalie, elementi che fanno quella pagina meno meritevole di altre di apparire sulla SERP. Tra questi elementi ci sono i contenuti ripetuti o copiati da altri siti, schemi di link, backlink rischiosi… Per conoscere tutti i fattori di penalizzazione, ti consiglio di restare aggiornato sui Core Updates che Google applica periodicamente al suo algoritmo, perché spesso e volentieri vengono aggiornati e/o integrati gli elementi mal visti dal motore di ricerca.
Il secondo compito del motore di ricerca è rispondere alle query degli utenti. Per arrivare su questa pagina hai scritto quello che stavi cercando nella barra di ricerca, e poi hai scelto il risultato che ti sembrava più promettente. Eccoti qui. Questo significa che il link a questo articolo si trovata tra i primi risultati o al massimo nella seconda pagina. Cosa ha determinato la sua posizione?
Il posizionamento dipende dal punteggio ottenuto nel Page Rank di Google, punteggio che dipende dall’attività di Googlebot e dagli eventuali fattori penalizzanti di cui parlavamo prima.
Ecco un fatto importante. Essere tra le prime posizioni della SERP è fondamentale per essere presi in considerazione dagli utenti. Chi cerca qualcosa su Google, infatti, raramente va oltre la prima o la seconda pagina di risultati.
Alla SERP ogni tanto piace cambiare configurazione, ma in genere è costituita così:
Il tuo obiettivo è comparire tra i risultati organici della prima pagina della SERP. Come fare?
La SEO (Search Engine Optimization) è la disciplina del digital marketing che ti dà visibilità online senza investire in annunci sponsorizzati con Google Ads. Alla sua base c’è lo studio delle keyword, ovvero dei principali termini di ricerca utilizzati dagli utenti per ottenere risultati su un determinato argomento.
Ad esempio, per arrivare qui avrai cercato qualcosa come: “SEO che cos’è” oppure “pagina non compare sul motore di ricerca”. Hai utilizzato, cioè delle keyword. Esistono 2 tipi di keyword:
Un tipo non esclude l’altro. L’importante è analizzare con cura quali keyword impiegare nei tuoi contenuti. Per farlo puoi servirti di diversi programmi. Tra i più diffusi ci sono: SemRush, Keyword Planner e Google Search Console. I tool di analisi SEO disponibili online sono davvero tanti e prevedono soluzioni sia gratuite che a pagamento.
Oltre all’identificazione delle keywords, la SEO si occupa anche di:
Come hai capito, la SEO non è da considerarsi un’attività secondaria se vuoi avere un po’ di visibilità online. Rivolgerti a un SEO Specialist è senz’altro la soluzione più efficace e completa, in alternativa puoi provare ad utilizzare i tool di analisi di cui abbiamo parlato prima.
Intanto, spero che questo articolo ti abbia fornito alcune delle risposte che cercavi. A presto!
